UFO, segreti della Guerra Fredda: il KGB e il mistero di Usovo


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URSS 1982, la guerra fredda sta vivendo uno dei suoi ultimi e più cupi capitoli. Al Cremlino c’è tensione e confusione, Andropov è malato, l’era Gorbaciov e la perestrojka sono ancora lontane. Sul tavolo di un anonimo ufficio del KGB arriva un rapporto riservato. Chi ha modo di leggerlo non può che sgranare gli occhi e preoccuparsi. Avvicinarsi alla finestra ed osservare il cielo plumbeo. Cos’ era accaduto la notte del 4 ottobre nella base missilistica di Usovo? E’ l’ennesimo e controverso capitolo della saga tra gli UFO e l’URSS. Uno dei più intriganti misteri della guerra fredda cui, nonostante molte rilevazioni e notizie rese pubbliche, ancora oggi aleggia un velo di incertezza. Il saggista Roberto La Paglia, storico della tematica UFO, analizza in una intervista uno dei maggiori intrighi della storia dell’ufologia contemporanea.

Ancora una volta un incidente in una base missilistica, secondo una casistica molto diffusa durante la guerra fredda, fu associato alla presenza di un UFO nelle vicinanze dell’impianto militare.

Durante la sera del 4 ottobre 1982-spiega La Paglia- in un arco di tempo stimabile tra le 19,30 e le 21,30, alcuni ufficiali sovietici di stanza nel sud dell’Ucraina (Base Missilistica Nucleare di Usovo), avvistarono delle luci notturne che si muovevano con traiettorie del tutto impossibili. Sulle prime le segnalazioni non allarmarono. Tuttavia, nel bunker dove erano ospitati i quadri di comando dei missili nucleari, i pannelli si accesero all’improvviso, come se fosse partito l’ordine di lancio, un ordine che avrebbe potuto dare soltanto Mosca e che, inutile dirlo, non era mai arrivato”.

Le fonti su questo episodio sono diverse. Il caso di Usovo è stato più volte affrontato negli anni passati, anche con articoli su quotidiani e organi d’informazione tradizionali.

L’anomalia venne descritta dal Colonnello Boris Sokolov, personaggio di spicco nel Ministero della Difesa. In pratica tutti i display si illuminarono spontaneamente e si attivarono, come se qualcuno o qualcosa avesse inserito i vari codici; il Maggiore Davidovich Kataman, responsabile dell’impianto, attivò subito tutti i vari controlli tecnici, ma nessun difetto venne riscontrato; la base di Usovo era pronta a scatenare un guerra nucleare”.

La Paglia mette in risalto anche altri fattori importanti di quella vicenda. Di come all’interno dell’impianto nucleare si fosse scatenato il caos e non si riuscisse a riprendere il controllo della situazione. Cosa poteva aver attivato i missili? “L’unica spiegazione plausibile– ipotizza La Paglia-era che un forte impulso esterno avesse attivato i pannelli, anche se fu sconcertante notare una seconda anomalia: il flusso non aveva toccato o influenzato nessuna altra apparecchiatura se non quella che controllava i missili. L’UFO venne in seguito descritto come un enorme disco dalle pareti completamente lisce, senza alcun oblò, ad una altezza di circa 5 o 6 chilometri, con otto punti di luce scintillanti che sembravano girargli intorno; altri oggetti si tenevano a una distanza di circa 2 chilometri dal primo”. Che cos’era vicino alla base di Usovo? Un UFO provocò l’anomalia al sistema di lancio dei missili? Segreti della guerra fredda.

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